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Carol Rama

I See You You See Me

HAUSER & WIRTH, NEW YORK
12.05.2026—31.07.2026

“I See You You See Me” è la prima mostra che Hauser & Wirth dedica all’opera dell’artista italiana anticonformista Carol Rama (1918–2015). A cura di Carlo Knoell, l’esposizione riunisce lavori realizzati nell’arco di sei decenni, offrendo una nuova lettura di alcuni aspetti meno esplorati della sua ricerca: sperimentazioni radicali e profondamente libere tra pittura, scultura, tessile e assemblage. Durante la sua vita, l’arte ferocemente non conformista di Rama fu a lungo ignorata, se non apertamente censurata. Negli ultimi anni, però, la sua opera ha conquistato nuove generazioni di spettatori, per le quali il clima inquieto e instabile del presente rende Rama quasi una figura visionaria.

“I See You You See Me” evita di suddividere il lavoro dell’artista in periodi rigidamente distinti, preferendo mettere in luce la straordinaria continuità della sua ricerca: una pratica attraversata da una sperimentazione costante e da una sorprendente capacità di anticipare tensioni culturali future. Questa lucidità intuitiva — la capacità di percepire in anticipo la direzione della propria arte — emerge già in una delle opere più antiche in mostra, Dorina (Appassionata) del 1943. Il piccolo acquerello preannuncia uno dei nuclei centrali della sua poetica autobiografica: il corpo, il desiderio e l’autodeterminazione.

Alla fine degli anni Quaranta, la figurazione di Rama evolve sensibilmente in dipinti come Pagliacci (1949). Qui una marcata struttura a griglia sostiene costumi e volti dei clown del titolo, i cui occhi fissano lo spettatore con un’intensità volutamente perturbante, quasi cosciente. L’opera anticipa sia il passaggio deciso all’astrazione nel 1951 sia il successivo dialogo con il Movimento Arte Concreta (MAC), il gruppo nato a Milano che promuoveva un’arte rigorosa, razionale e non figurativa, fondata su forme geometriche e principi matematici. Sebbene i presupposti del MAC abbiano inizialmente offerto una struttura importante alla sua ricerca, il lavoro di Rama sviluppò presto un carattere più libero, irregolare e imprevedibile, portandola ad allontanarsi dal movimento intorno al 1960: una scelta che conferma l’indipendenza radicale destinata a diventare il tratto distintivo della sua opera.

All’inizio degli anni Sessanta, Rama iniziò a realizzare dipinti su carta, ampliando e rendendo più fluide le sue composizioni astratte a olio in immagini che ricordano diagrammi di onde energetiche. Senza titolo (1963), quasi monocromo e costruito attorno a un unico gesto dinamico, esemplifica il desiderio dell’artista di scardinare la sintassi compositiva tradizionale. Questa tensione raggiunge la sua espressione più radicale nel successivo e decisivo passaggio concettuale: il bricolage. Introducendo nel quadro oggetti d’uso quotidiano come fili metallici, trucioli di metallo e siringhe, Rama afferma il proprio rifiuto sia del consumismo sia delle convenzioni artistiche dominanti, invitando a una lettura sensoriale più che razionale delle sue opere.

Molti lavori appartenenti al ciclo dei bricolage incorporano occhi di bambola tridimensionali, proseguendo una riflessione sul tema dello sguardo già presente in opere precedenti come Pagliacci. Tassidermici e perturbanti, questi occhi restituiscono lo sguardo allo spettatore, incrinando la dinamica tradizionale dell’osservazione unidirezionale e imponendo una presenza corporea tangibile, carica di intensità psicologica.

Questo motivo ritorna anche nei Napalm Pictures (1968–69). Realizzate nel contesto della guerra del Vietnam e dipinte a spray su fondi monocromi — spesso con l’inserimento degli occhi di bambola — queste opere evocano corpi bruciati e tormentati, mantenendo al tempo stesso centrale la riflessione di Rama sull’intreccio tra corporeità ed eros. L’interesse per gli oggetti trovati si estende ben oltre la superficie pittorica: le camere d’aria d’automobile, in particolare, diventano un elemento ricorrente nei lavori successivi e compaiono qui in opere come il rilievo murale La guerra è astratta (1970), un’ulteriore meditazione sugli orrori della guerra, e Presagi di Birnam (1986), una delle rarissime sculture realizzate da Rama.

Le opere più recenti presenti in mostra appartengono invece alla serie Mucca Pazza degli anni Novanta, ispirata alla prima diffusione europea della malattia e al perturbante collasso dei confini tra animale e umano. Queste anatomie bovine scomposte — che Rama descriveva spesso come autoritratti — proseguono il suo costante lavoro di destabilizzazione del corpo, tornando su temi già affrontati ma con un’inventiva rimasta intatta. La serie racchiude lo spirito dell’intera sua opera: ciclica ma in continua evoluzione, coerente ma radicalmente aperta alla trasformazione.

Testo e immagini sono di proprietà di:

Hauser & Wirth

I SEE YOU YOU SEE ME
a cura di Carlo Knoell
12.05.2026—31.07.2026

Hauser & Wirth
542 West 22nd Street New York 10011

www.hauserwirth.com

Associazione Archivio Carol Rama | via Virle 10, 10138 Torino | CF 97727410017 | PI 10961850012

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